E’ nel nome di Giorgio Strehler il terzo appuntamento con il ciclo «I lunedì dello Schmidl» in programma lunedì 3 febbraio, con inizio alle 17.30, nella sala “Bobi Bazlen”, al piano terra di palazzo Gopcevich (via Rossini 4), a ingresso libero (fino ad esaurimento dei posti disponibili).

Settant’anni fa, in un piccolo teatro oramai abbandonato, Novara battezzò regista Giorgio Strehler, allora promettente attore ancora incerto sul proprio ruolo nel mondo. a parlare degli esordi del grande regista triestino sarà Clarissa Egle Mambrini, autrice del volume «il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo teatro di Milano», scritto anche sulla scorta della documentazione conservata presso il fondo «Giorgio Strehler» dello “Schmidl” e recentemente pubblicato dalla casa editrice Lampi di stampa di Novara, con prefazione di Stella Casiraghi.
Regista centrale nella storia dello spettacolo europeo del ‘900, Giorgio Strehler (Trieste 1921-Lugano 1997) ha dato forma, sul piano artistico e su quello produttivo, a due tra le più importati esperienze della scena italiana contemporanea: la regia critica e il teatro pubblico. la fondazione del piccolo teatro della città di milano (da lui voluta, assieme a paolo grassi, nel 1947) rappresenta uno dei gesti importanti della ricostruzione post-bellica. le sue regie contrassegnano l’arco del successivo mezzo secolo.
Il fondo “Giorgio Strehler” è stato istituto nel gennaio del 2005 presso il civico museo teatrale “Carlo Schmidl” a seguito della donazione alla città di Trieste dell’archivio privato del regista da parte delle eredi Andrea Karina Stumpf Strehler Jonasson e Mara Marisa Bugni. A seguito della donazione e della conseguente istituzione del fondo, sono state compiute le operazioni di riordino e catalogazione informatizzata della biblioteca (oltre 4.000 tra volumi e periodici), nonché di riordino e inventariazione del fondo archivistico: 148 buste d’archivio, quindici scatole d’archivio (contenenti bozzetti scenografici, figurini, manifesti e locandine del piccolo teatro di milano e di altri teatri italiani ed esteri) e una serie di scatole contenente documentazione fotografica. Realizzato dall’archivista Franca Tissi, il riordino del materiale archivistico, dei numerosissimi copioni di scena con appunti di regia manoscritti, della rassegna stampa, dei bozzetti e delle fotografie è stato reso possibile dal “service” messo a disposizione dall’International Inner Wheel Club di Trieste.

COMTS/RF