Martedì 28 luglio, Renato Zanettovich compie novantaquattro anni. Il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” lo festeggia nell’ambito del quarto ed ultimo appuntamento con la manifestazione «LO SCHMIDL DI SERA» 2015, che prevede l’apertura del Museo (nella sua sede di Palazzo Gopcevich in Via Rossini, 4), tutti i martedì di luglio dalle 20 alle 24, con una nuova proposta di visite guidate, eventi musicali, approfondimenti, incontri e l’installazione «LA GRANDE TRIESTE AL CINEMA: i primi kolossal nelle sale teatrali e cinematografiche triestine alla vigilia della Grande Guerra».

Sarà il musicologo Danilo Prefumo, con inizio alle ore 21.30, presso la Sala Bazlen, ad officiare i festeggiamenti per Renato Zanettovich, in una sorta di talk show al quale prenderanno parte alcuni amici, ex-allievi e collaboratori del Maestro. Quasi un secolo di vita nella musica e per la musica sarà ripercorso attraverso registrazioni, immagini e la viva voce dello stesso Zanettovich: la nascita a Trieste nel 1921, la fondazione nel 1933, assieme al violoncellista Libero Lana e al pianista Dario De Rosa, del Trio di Trieste; l’intensa attività concertistica internazionale e la missione didattica per il suo strumento, che lo ha visto docente di violino presso il Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Bolzano dal 1950 al 1955, al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste dal 1955 al 1970 ed al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia dal 1970 al 1986. Ancora: i corsi e le masterclass in Italia e all’estero, il pluridecennale impegno con la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia Musicale Chigiana di Siena, la fondazione della Scuola Superiore di Musica da Camera del Trio di Trieste presso il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico a Duino. Quella di Renato Zanettovich, Accademico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Direttore della sezione musicale del Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste, è davvero una vita nella musica e per la musica, come testimoniato anche dalla sua presenza nelle giurie dei più prestigiosi concorsi internazionali, di violino e di musica da camera.
La festa di compleanno per il Maestro Zanettovich è incorniciata da una doppia visita al Fondo “Giorgio Strehler”, con inizio alle 20.15 e alle 23.00, condotta da Stefano Bianchi, Conservatore dello “Schmidl”, e dall’archivista Franca Tissi, artefice dell’ordinamento archivistico del Fondo “Strehler”, con la partecipazione di Franco Però, Direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, e di alcuni attori della compagnia stabile del Teatro medesimo.
Regista centrale nella storia dello spettacolo europeo del ‘900, Giorgio Strehler (Trieste 1921- Lugano 1997) ha dato forma, sul piano artistico e su quello produttivo, a due tra le più importanti esperienze della scena italiana contemporanea: la regia critica e il teatro pubblico. La fondazione del Piccolo Teatro della Città di Milano (da lui voluta, assieme a Paolo Grassi, nel 1947) rappresenta uno dei gesti importanti della ricostruzione post-bellica. Le sue regie contrassegnano l’arco del successivo mezzo secolo. Il Fondo “Giorgio Strehler” è stato istituto nel gennaio del 2005 presso il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” a seguito della donazione alla Città di Trieste dell’Archivio privato del grande regista da parte delle eredi Andrea Karina Stumpf Strehler Jonasson e Mara Marisa Bugni. A seguito della donazione e della conseguente istituzione del Fondo, sono state compiute le operazioni di riordino e catalogazione informatizzata della Biblioteca (oltre 4.000 tra volumi e periodici), nonché di riordino ed inventariazione del Fondo Archivistico: 148 buste d’archivio, quindici scatole d’archivio (contenenti bozzetti scenografici, figurini, manifesti e locandine del Piccolo Teatro di Milano e di altri teatri italiani ed esteri) ed una serie di scatole contenente documentazione fotografica. Il riordino del materiale archivistico, dei numerosissimi copioni di scena con appunti di regia manoscritti, della rassegna stampa, dei bozzetti e delle fotografie è stato reso possibile dal “service” messo a disposizione dall’International Inner Wheel Club di Trieste.
La visita al Fondo “Strehler”, quotidianamente oggetto di studi e di ricerche da parte di studiosi e ricercatori, offre l’opportunità anche al visitatore del Museo di entrare idealmente nella fucina creativa di questo grande Maestro del teatro del Novecento.
La proposta della serata si completa con l’installazione cinematografica «LA GRANDE TRIESTE AL CINEMA: i primi kolossal nelle sale teatrali e cinematografiche triestine alla vigilia della Grande Guerra».
La Trieste alla vigilia dello scoppio della Grande Guerra vive con enorme intensità la stagione del cinema muto, tributando una trionfale accoglienza ai primi grandi lungometraggi: da «Quo vadis», a «Gli ultimi giorni di Pompei», a «Cabiria». Nella città in cui comincia a fiorire una ricca ed articolata programmazione cinematografica, alla proiezione dei fortunati lungometraggi delle origini vengono normalmente riservate le maggiori sale teatrali cittadine. È il caso del Teatro Fenice, dove, tra la fine di giugno ed i primi di agosto del 1913, alle proiezioni del film «Quo vadis» (due nei giorni feriali e tre nei giorni festivi) assistono quasi cinquantamila spettatori. Pochi mesi più tardi, ‘va in scena’ al Teatro Cinema Excelsior la prima triestina di «Gli ultimi giorni di Pompei». Nel 1914, al Politeama Rossetti, la programmazione di «Cabiria», iniziata il 26 giugno, viene interrotta in occasione dell’attentato di Sarajevo, per riprendere nei giorni successivi con una manciata di ulteriori proiezioni. Estensione estiva del percorso espositivo del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, realizzata in collaborazione con La Cappella Underground, l’installazione presso la Sala “Attilio Selva” fa rivivere idealmente quella straordinaria stagione attraverso una selezione, illustrata dal critico cinematografico Carlo Montanaro, di quella altrettanto straordinaria stagione del cinema delle origini.

Le proposte in programma vengono offerte gratuitamente ai visitatori in possesso del normale biglietto di ingresso al Museo (intero euro 4,00; ridotto euro 3,00; gratuito per i bambini fino a 6 anni non compiuti).