Lunedì 26 novembre 2018
ore 17.30

«A. R. Kugy: rumori di guerra ed echi di pace» è il titolo dello spettacolo di Luciano Santin, con Massimo Somaglino, Ilaria Zanetti e Cristina Santin, in calendario lunedì 26 novembre 2018 alle ore 17.30 nella Sala “Bobi Bazlen” di Palazzo Gopcevich, per il cartellone dei «Lunedì dello Schmidl» e nell’ambito delle iniziative collegate alla mostra «Teatri di guerra. Teatri di pace. Figure e memorie. Trieste 1918-1919», realizzata a cura del Servizio Musei e Biblioteche e visitabile fino a domenica 2 dicembre a ingresso libero nella Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich con orario martedì-domenica 10-17.

L’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Definire Kugy un pacifista – osserva Luciano Santin – sarebbe forse eccessivo. Certo fu sordo al richiami del nazionalismo e delle armi. «Non sono mai stato amico della divisa», scrive. E ricorda mamma Julia che, a proposito dei corteggiatori delle figlie, tagliava corto: «Non voglio sciabole».

Però nel 1915, quando l’Italia entrò in guerra contro l’Austria, aprendo un fronte montano, l’ormai cinquantasettenne dottore decise di mettere la sua vastissima conoscenza delle Giulie al servizio del suo Paese, e si offrì quale Alpine Referent volontario.

Dell’esperienza, dal giugno ’15 in Kanaltal alla primavera del ’18, sul Piave, Kugy parla ampiamente nel “Capitolo IX” del suo primo libro «Aus dem Leben eines Bergsteigers» [Dalla vita di un alpinista]. Pagine che però vennero autocensurate dall’autore, che doveva vivere nella Trieste fascista. Le memorie belliche di ‘Herr Doktor’ usciranno appena nel 2008, nel centocinquantenario della nascita di Julius Kugy, e da queste è tratta la prima parte dell’evento, che ha un taglio eminentemente letterario.

Dopo i monti, l’altra grande passione di Kugy fu la musica, cui è dedicata la seconda parte dell’evento. Il dottore suonò l’organo e ne donò uno, ancora esistente, alla chiesa dei Mechitaristi di Trieste, con il patto di poterlo suonare la sera. Fu inoltre tenore nel Coro Palestriniano, e curatore della sezione musicale dello Schillerverein, per il quale organizzò numerosi concerti, dai cui programmi sono stati scelti alcuni dei brani in programma. Altri derivano dalle poesie del poeta tedesco Rudolf Baumbach, l’autore di «Zlatorog» (poi trasformato in opera lirica da Viktor Parma), che fu mentore del giovane Julius.

«Infiniti aneliti verso le vette dei monti mi vennero dal romanticismo di Baumbach, che mi infuse nell’anima aperta tutto il romanticismo del suo ricco cuore di poeta e gli aurei tesori della sua poesia», scrive Kugy in «Dalla vita di un alpinista». «Credo davvero di potermi considerare in senso lato un alunno di Baumbach. Basti pensare all’importanza che dovette avere per il mio giovane cuore lo “Zlatorog”, dove fin dall’inizio il venerando duomo del Tricorno sorge come un immenso altare di ogni pia nostalgia e devozione montana».

I brani tratti dai libri di Julius Kugy saranno recitati da Massimo Somaglino (in interlocuzione con Luciano Santin), i brani musicali cantati da Ilaria Zanetti, accompagnata al pianoforte da Cristina Santin.

Info:
Tel. 040 675 4039 – www.triestecultura.it