Martedì 22 luglio il Museo Teatrale apre nuovamente le porte in orario serale, dalle 20.00 alle 23.00, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini, 4), con una nuova proposta di visite guidate, approfondimenti e incontri. Riflettori puntati tanto sull’esposizione permanente delle collezioni al primo e al secondo piano, quanto sulla mostra LA SCENA DIPINTA: bozzetti e figurini nelle collezioni del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, presso la Sala “Attilio Selva” al piano terra.

Sarà il personale del Museo ad accogliere i visitatori e ad accompagnarli in una visita guidata che prevede l’attiva partecipazione di alcuni tra i migliori allievi della Glasbena Matica, in particolare della classe di pianoforte di Tamara Ražem. Nell’esplorazione della collezione di strumenti musicali dello “Schmidl” (quasi un migliaio di pezzi, provenienti da ogni parte del mondo, il più antico dei quali risale al Cinquecento), particolare attenzione sarà dunque dedicata agli strumenti a tastiera, lungo un itinerario storico che porta dal fortepiano, al pianoforte, all’autopiano. Due i turni di visita proposti, con inizio rispettivamente alle 20.15 e alle 21.15.

A seguire, con inizio alle 22.00, il terzo di una serie di incontri sul tema della “scena triestina” con alcuni dei suoi protagonisti. Sarà lo scenografo Pier Paolo Bisleri, a margine della mostra LA SCENA DIPINTA, a ‘raccontarsi’, con particolare attenzione alla propria esperienza sui palcoscenici del teatro d’opera.

L’iniziativa LO “SCHMIDL” DI SERA si concluderà martedì 29 luglio, con una nuova tornata di visite guidate e l’incontro con lo scenografo Ulderico Manani, protagonista di un nuovo approfondimento dedicato al tema della “scena triestina”.

Le proposte in programma sono offerte gratuitamente ai visitatori in possesso del normale biglietto d’ingresso al Museo (intero 4 euro, ridotto 3, gratuito per i bambini fino a 6 anni non compiuti)

La mostra LA SCENA DIPINTA nasce sulla scia del lavoro di revisione degli inventari delle collezioni, che ha interessato anche lo “Schmidl” nei primi mesi del 2014. L’esposizione documenta, una volta di più, la ricchezza della vita teatrale triestina, attraverso la partecipazione di grandi artisti ad una lunga serie di spettacoli, lirici e di prosa, distribuiti lungo l’arco di due secoli, dall’inizio dell’Ottocento ai giorni nostri.