«STORIE TRIESTINE, dallo spartito al palcoscenico» è il titolo del quarto appuntamento con LO SCHMIDL DI SERA, in programma martedì 26 luglio.
Il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” apre dunque nuovamente le porte in orario serale, dalle 20 alle 24, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini, 4), con una nuova proposta di visite guidate, eventi musicali, approfondimenti, incontri e la mostra «VESTIRE LA VOCE: abiti di scena nelle collezioni del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”»
La scaletta di questo quarto appuntamento con l’edizione 2016 dello «“Schmidl” di Sera », prevede, alle 20.15 una visita guidata alle collezioni permanenti del Museo, a cura di Elisabetta Buffulini e Emilio Medici.
Alle 21.00, spazio alla musica con «MultiKulti», spettacolo multimediale di Alfredo Lacosegliaz con Orietta Fossati al pianoforte e Cristina Verità al violino.

«La performance – spiega Lacosegliaz – è un primo studio esposto con video e musica destinato a confluire in un progetto più ampio attorno ai concetti ed alle interpretazioni di termini quali Identità, Confine e Frontiera. Nel suo percorso coinvolge inevitabilmente la città di Trieste, generosa di suggerimenti al riguardo e prodiga di stimoli per riflessioni. Nonché di verifiche e constatazioni. Propone arbitrariamente piccoli scampoli della storia cittadina, qui impiegati come pretesti funzionali alle tematiche trattate. Oltre a citazioni di sociologi partecipi e speculazioni su paradossi matematici».
Originariamente prodotto per l’Università di Dresda, lo spettacolo viene proposto, nella sua parte video, nella versione originale in tedesco, con la voce narrante di Bimsi Prugger e i sottotitoli in italiano.
«STREHLERIANA» è infine il titolo della visita guidata al Fondo “Giorgio Sterhler”, proposta, con inizio alle ore 22.30, da Stefano Bianchi, Conservatore dello “Schmidl”, e dall’archivista Franca Tissi, artefice dell’ordinamento archivistico del Fondo “Strehler”, con la partecipazione di Maria Grazia Plos, attrice della compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Regista centrale nella storia dello spettacolo europeo del ‘900, Giorgio Strehler (Trieste 1921- Lugano 1997) ha dato forma, sul piano artistico e su quello produttivo, a due tra le più importanti esperienze della scena italiana contemporanea: la regia critica e il teatro pubblico. La fondazione del Piccolo Teatro della Città di Milano (da lui voluta, assieme a Paolo Grassi, nel 1947) rappresenta uno dei gesti importanti della ricostruzione post-bellica. Le sue regie contrassegnano l’arco del successivo mezzo secolo. Il Fondo “Giorgio Strehler” è stato istituto nel gennaio del 2005 presso il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” a seguito della donazione alla Città di Trieste dell’Archivio privato del grande regista da parte delle eredi Andrea Karina Stumpf Strehler Jonasson e Mara Marisa Bugni. A seguito della donazione e della conseguente istituzione del Fondo, sono state compiute le operazioni di riordino e catalogazione informatizzata della Biblioteca (oltre 4.000 tra volumi e periodici), nonché di riordino ed inventariazione del Fondo Archivistico: 148 buste d’archivio, quindici scatole d’archivio (contenenti bozzetti scenografici, figurini, manifesti e locandine del Piccolo Teatro di Milano e di altri teatri italiani ed esteri) ed una serie di scatole contenente documentazione fotografica. Il riordino del materiale archivistico, dei numerosissimi copioni di scena con appunti di regia manoscritti, della rassegna stampa, dei bozzetti e delle fotografie è stato reso possibile dal “service” messo a disposizione dall’International Inner Wheel Club di Trieste.
La visita al Fondo “Strehler”, quotidianamente oggetto di studi e di ricerche da parte di studiosi e ricercatori, offre l’opportunità anche al visitatore del Museo di entrare idealmente nella fucina creativa di questo grande Maestro del teatro del Novecento.
L’apertura serale dello “Schmidl” propone inoltre, come detto, la visita alla mostra «VESTIRE LA VOCE: abiti di scena nelle collezioni del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”», allestita nel periodo estivo presso la Sala “Attilio Selva” al piano terra di Palazzo Gopcevich, quale estensione del percorso espositivo permanente del Museo, visitabile fino a domenica 9 ottobre in orario feriale e festivo 10-18 con biglietto di ingresso al Museo.
Il percorso coniuga l’attenzione alla qualità degli abiti a quella per la storia del teatro musicale, attraverso alcuni suoi protagonisti sulla scena: il baritono Giuseppe Kaschmann (Lussinpiccolo 1850 – Roma 1925); i soprani Ida Quaiatti (Spalato 1890 – Venezia 1962), Rina Pellegrini (Caserta 1918 – Trieste 2002) e Elena Souliotis (Atene 1943 – Firenze 2004); i tenori Enzo De Muro Lomanto (Canosa di Puglia 1902 – Napoli 1952) e Rodolfo Moraro (Capodistria 1908 – Trieste 1994), i mezzosoprani Fedora Barbieri (Trieste 1920 – Firenze 2003) e Lucia Valentini Terrani (Padova 1946 – Seattle 1998). L’esposizione è l’occasione per riascoltare, anche in un calendario di iniziative collaterali, le voci di una serie di cantanti che hanno scritto con le loro interpretazioni e con le loro registrazioni discografiche capitoli fondamentali della storia della vocalità del Novecento e che si ritrovano idealmente riuniti sotto il tetto dello “Schmidl” attraverso i loro costumi personali, indossati sui palcoscenici del mondo intero.

Le proposte in programma vengono offerte gratuitamente ai visitatori in possesso del normale biglietto di ingresso al Museo (intero euro 4,00; ridotto euro 3,00; gratuito per i bambini fino a 6 anni non compiuti).