Il basso Gianni Sancin

I LUNEDÌ DELLO SCHMIDL

Presentazione del documentario prodotto dalla Struttura di programmi sloveni della sede RAI- FVG

Lunedì 27 aprile 2026 Ore 17.30

Gianni Sancin interprete di Bartolo in «Le nozze di Figaro» di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro Verdi Trieste nella Stagione lirica 1985-86
Foto De Rota
CMT_F_019184

«Gianni» è il titolo del documentario prodotto dalla Struttura di programmi sloveni della sede RAI-FVG per la regia di Tamara Stanese, con riprese e montaggio Aleksander Purič, dedicato al basso triestino Gianni Sancin che sarà presentato lunedì 27 aprile 2026, alle ore 17.30, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4), nell’ambito del cartellone dei «Lunedì dello Schmidl», il ciclo di incontri e approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Museo Teatrale da vent’anni offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro.

Gianni Sancin, classe 1938, è stato un cantante lirico triestino, apprezzato soprattutto per la sua versatilità interpretativa ed eleganza vocale. Basso duttile, dalla vocalità morbida, piena e sonora, Sancin fu un eccellente interprete che fungeva da esempio per i giovani colleghi: lo ricordano così i cantanti Manuela Kriscak, Vlatka Oršanić e Jože Vidic che lo hanno affiancato all’inizio delle loro carriere. Diplomatosi al Conservatorio Tartini di Trieste, dopo lo studio con i maestri Vladimiro Lozzi e Franco Ferrari, ha calcato le scene dei maggiori teatri europei e americani facendosi notare anche dall’ artefice del Festival dei due mondi di Spoleto, Giancarlo Menotti, diventando così ben presto una presenza significativa nel cartellone sinfonico operistico di questa pregiatissima kermesse. Sotto la guida dei maestri Christian Badea e Spiros Argiris ha interpretato alcune delle pagine musicali più iconiche del 20. secolo come la «Jenufa» di Leos Janaček, l’«Elektra» di Richard Strauss e il «Console» di Giancarlo Menotti. Come membro del Teatro dell’Opera di Lubiana ha saputo valorizzare anche i personaggi del repertorio lirico sloveno portando a Trieste nel 1981 l’«Equinozio» di Marjan Kozina, opera ispirata all’«Olandese volante» di Richard Wagner. Il documentario ripercorre le tappe più importanti della sua carriera, creando un quadro d’insieme al contempo narrativo e realistico ma con momenti di estrema liricità e commozione grazie anche alle immagini rese disponibili da Teche Rai, RTV SLO, Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi NŠK, nonché dallo stesso Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, dalla famiglia Sancin e dal fotografo Tomaž Lauko.

L’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento di posti disponibili.

Palazzo Gopcevich

Cataloghi

Notizie

Condividi