«Thomas Mann, il wagneriano perfetto» è il titolo della conferenza del musicologo Alberto Batisti in calendario lunedì 2 novembre 2026 alle ore 17.30, nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini, 4), per il cartellone dei «Lunedì dello Schmidl», il ciclo di incontri e approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Museo Teatrale da vent’anni offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro.
L’incontro è proposto dal DeutschZentrum Triest nell’ambito del programma di iniziative collegate alla mostra «Thomas Mann und die Demokratie», promossa dal Goethe-Institut in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Wolfgang Goethe, allestita al LETS – Museo della Letteratura di Trieste e visitabile fino all’8 novembre.
Quello con Wagner è uno dei fili più importanti della formazione e dell’opera di Mann. La musica wagneriana esercitò su di lui un fascino profondo e duraturo, ma il rapporto fu anche complesso, fatto di ammirazione e di ripensamenti critici, e si intreccia con i grandi temi della sua riflessione: l’identità tedesca, il rapporto tra arte e politica, la responsabilità dell’intellettuale.
Prendendo spunto dal celebre saggio «Il wagneriano perfetto» di George Bernard Shaw, Alberto Batisti propone una chiave di lettura dell’opera di Thomas Mann, individuando nella passione per Wagner una forza propulsiva della sua scrittura. Dal «Tristan» dei primi racconti a «Dolore e grandezza di Richard Wagner» e al «Doktor Faustus», il confronto con il compositore attraversa l’intero percorso dello scrittore, offrendo una prospettiva privilegiata sul suo complesso rapporto con la cultura tedesca, sospeso tra fascinazione e inquietudine.
Nato a Prato e diplomato in pianoforte, Alberto Batisti è stato critico musicale di «Paese sera» e «La Repubblica». Ha insegnato Storia della Musica a Fiesole, Como, Potenza e Firenze. Dal 2018 è titolare della cattedra di Storia della Musica e Storia ed estetica musicale al Conservatorio di Milano. È coordinatore artistico dell’Emittente Radiofonica «Rete Toscana Classica» da lui fondata. Ha scritto testi originali per il «Carnaval des animaux» di Saint-Saëns, «La Boîte à joujoux» di Debussy e «Ma mère l’Oye” di Ravel. Occasionalmente si dedica all’attività concertistica come voce recitante, in opere di Poulenc, Prokof’ev, Satie, Stravinskij e Britten. È stato direttore artistico del Teatro Verdi di Pisa ed è il responsabile del progetto e della direzione artistica dell’Orchestra Camerata Strumentale “Città di Prato” dalla sua fondazione nel 1998.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

in un ritratto Cecil Watson Quinnell (1868–1932)
Cartolina della serie Oilette, Raphael Tuck & Sons
Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl
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