Lunedì dello Schmidl

Antonio Illersberg: Serenità d’animo che diventa poesia

Pubblicato il

Lunedì 7 novembre 2016
ore 17.30

Nella foto: Il compositore ANTONIO ILLERSBERG (Trieste 1882-1953) in un ritratto del pittore Pietro Lucano (Venezia 1878- Trieste 1972)
olio su tela, 1925 ca.
Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, Trieste
Inv. CMT OA 1 271

“Serenità d’animo che diventa poesia” è la formula con la quale Vito Levi sintetizzava la personalità umana e artistica di Antonio Illersberg, il compositore triestino nato nel 1882 e scomparso nel 1953, allievo a Trieste di Giuseppe Rota e a Bologna di Giuseppe Martucci e, a sua volta, maestro, tra gli altri, di Luigi Dallapiccola e Giulio Viozzi.
Ad Antonio Illersberg è dedicato l’appuntamento del cartellone dei «Lunedì dello Schmidl», in calendario lunedì 7 novembre 2016 alle ore 17.30 presso la Sala “Bobi Bazlen” al piano terra di Palazzo Gopcevich, nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e l’Istituto Giuliano di Storia Cultura e Documentazione, con il contributo della Fondazione Benefica Alberto e Kathleen Casali.
La formula è quella pluricollaudata della conferenza-concerto, a cura di Alba Noella Picotti, con una prolusione di Gianni Gori, Gabriele Bacci al pianoforte e la partecipazione del Coro “Antonio Illersberg” diretto dal Maestro Tullio Riccobon. Nel corso dell’incontro, verranno eseguiti «Tramonto sul mar», «Nostalgia de Trieste», «El brustolin» (su versi di Marcello Fraulini) e «Co’ de la cheba ‘l merlo xe scampà» (dal «Trittico»). Contestualmente sarà ripercorsa la biografia e sarà illustrata la produzione artistica di uno dei più rappresentativi esponenti della cultura musicale triestina del primo Novecento, la cui eredità è in parte conservata dallo “Schmidl”, grazie anche alla donazione, nel 2003, della partitura autografa del «Trittico» (unitamente a tutto il materiale d’orchestra), da parte di Luisa Maragliano Illersberg.
L’appuntamento si colloca nel più ampio contesto di rivitalizzazione del repertorio musicale triestino di Sette, Otto e Novecento di cui il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” è depositario.
Antonio Illersberg nasce a Trieste il 16 settembre 1882. Rimasto orfano giovanissimo di entrambi i genitori, viene affidato dalle autorità austriache alla Pia Casa dei Poveri. Qui il giovane Illersberg manifesta precocemente il suo talento musicale, imparando a suonare pressoché tutti gli strumenti della banda dell’Istituto. All’età di quattordici anni, su interessamento del Podestà Ferdinando Pitteri, viene incoraggiato a continuare gli studi musicali, dapprima sotto la guida di Giuseppe Rota, direttore della Cappella Civica; successivamente, grazie all’assegnazione di una borsa di studio, presso il Liceo Musicale di Bologna, sotto la guida di Luigi Torchi e Giuseppe Martucci. A Bologna, è compagno di studi, tra gli altri, di Ottorino Respighi. Ottenuto il diploma nel 1902, dal 1904 al 1907 presta servizio di leva pressa la Marina Militare Austriaca di stanza a Pola, ove viene aggregato alla banda musicale, suonando anche la viola nel quartetto d’archi dell’unità militare.
Nel 1907, al termine del servizio di leva, ottiene la cattedra di Armonia e Composizione presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Trieste, insegnamento che manterrà, con alterne vicende durante il periodo bellico, fino alle soglie degli anni Cinquanta (nel 1932, intanto, il Conservatorio “Verdi” si era fuso con il “Tartini”). Tra i suoi allievi spiccano i nomi di Luigi Dallapiccola, Giulio Viozzi, Eugenio Visnovitz, Mario Bugamelli, Mario Macchi, Oreste Rosso e Fabio Vidali.
All’insegnamento Illersberg affianca un’instancabile attività di direttore di cori: gli esordi sono alla guida del coro “Airone”, destinato a diventare, nel 1925, la “Società Corale Claudio Monteverdi.” Tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta, Illersberg dirige anche il coro della Comunità Greco-ortodossa, mentre nel 1931 fonda il Coro Madrigalesco Triestino e, nel 1934, assume la direzione della Scuola Corale del dopolavoro ACEGAT.
La sua attività di compositore, rivolta soprattutto al repertorio sinfonico e corale, culmina nel Trittico, opera in tre atti su libretto di Morello Torrespini, allestita al Teatro “Verdi” nel 1949 ed i cui tre episodi (Carneval, Nadal, La strada e le stele) sono uno spaccato di vita triestina dell’Ottocento.
Antonio Illersberg muore a Trieste il 21 giugno del 1953.

L’ingresso alla manifestazione di lunedì 7 novembre è libero, fino ad esaurimento di posti disponibili.