Lunedì dello Schmidl

Il mosaico di Ugo

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Omaggio a Ugo Amodeo nel centenario della nascita

«Il mosaico di Ugo»: è un omaggio a Ugo Amodeo nel centenario della
nascita l’appuntamento in calendario lunedì 19 dicembre 2022 con inizio alle ore 17.30
nella Sala “Bobi Bazlen” al piano terra di Palazzo Gopcevich (Via Rossini, 4) per il
cartellone 2022-2023 dei «Lunedì dello Schmidl», il ciclo di incontri e approfondimenti a
cura di Stefano Bianchi che il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” da un quindicennio
offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro.
Nato il 22 marzo del 1922 e scomparso il 3 maggio del 2008, indimenticato artista del mondo
dello spettacolo, Ugo Amodeo è stato formatore di generazioni intere di attori, nonché regista
tra i più prolifici di RadioTrieste, attivo tanto alla radio, quanto in teatro, nelle pubbliche
letture e nelle scuole di recitazione.
«Il mosaico di Ugo» è il titolo del libro di recente pubblicazione per i tipi di Luglio Editore, in
cui Giuliana Stecchina, nel centenario della nascita di Amodeo, ha raccolto una trentina di
interviste arricchite da ricerche, aneddoti e ricordi.
Sarà dunque la stessa Giuliana Stecchina a tessere i fili di questo corale omaggio cui
prendono parte Elsa Fonda, Mariella Terragni, Ezio Gentilcore, Sabrina Censky Gojak,
Manuela Mizzan, Tullio Maran e Paolo Dalfovo.
«Nei suoi 86 anni di vita (e 60 di indefessa attività) Ugo Amodeo – ricorda Giuliana Stecchina
– fu circondato da un variegato mosaico umano, sempre presente alla vita teatrale,
radiofonica e culturale di Trieste. La radio e il teatro erano le sue passioni. Attore, autore e
regista ci ha lasciato migliaia di trasmissioni radiofoniche e il ricordo di perfette regie teatrali.
“El Campanon”, “El caicio” e “Cari stornei” furono i suoi indimenticati cavalli di battaglia: veri
eventi che fermavano la vita cittadina. Attori, allievi, autori teatrali e radiofonici,
etnomusicologi, poeti e musicisti lo riconobbero come amico e maestro. Scopritore e
formatore di talenti, comunicò ottimismo e perseveranza. “Mai molar!” fu il suo motto ripetuto
fino all’ultimo. Amava, ben ricambiato, la sua città, il suo dialetto e le sue tradizioni; ne coltivò
il passato e ne vivificò il presente, sempre valorizzando il suo teatro amatoriale. Fu attivo
testimone della guerra, del Governo militare alleato, del dopoguerra, del boom economico,
della contestazione e delle avanguardie e attraversò indenne i tanti sperimentalismi del
teatro italiano».

Ugo Amodeo nella sede di Radio Trieste con il tecnico Carlo Burian nel dicembre del 1951
Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”
Archivio Fotografico F 53843


L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Info
Tel. 040 675 4039 – www.triestecultura.it – www.museoschmidl.it