Il Trovatore

Per i «Lunedì dello Schmidl», lunedì 23 febbraio 2026 alle ore 17.30, il quarto appuntamento con «Fuori Scena» è dedicato a «Il Trovatore» di Giuseppe Verdi che sarà in scena dal 27 febbraio all’8 marzo al “Verdi” di Trieste nell’allestimento in co-produzione tra Opera de Saint-Etienne e Opera de Marseille e per la regia di Louis Désirè. Sul podio il Maestro Concertatore e Direttore Renato Palumbo, maestro del Coro Paolo Longo.

La guida all’ascolto all’opera, nell’ambito della rassegna curata da Stefano Bianchi, è una collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi”e la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.

Allo Schmidl sarà il musicologo Paolo Di Nicola a raccontare «Il Trovatore» col supporto di esempi musicali e video.

«Il Trovatore» è la seconda opera della cosiddetta ‘trilogia popolare’, composta tra «Rigoletto»e «Traviata», per la quale lo stesso Verdi aveva suggerito al librettista Salvatore Cammarano d’ispirarsi per il soggetto a «El Trovador» dello scrittore spagnolo Antonio Garcia Gutierrez, dramma d’impronta romantica rappresentato a Madrid nel 1836 che aveva colpito il Maestro per la potenza e l’originalità della trama e dei personaggi. Ambientato in Spagna all’inizio del XV secolo, confezionato in quattro atti e otto quadri, «Il Trovatore» racconta fiammeggianti passioni come l’amore, la gelosia, la vendetta, l’odio e la lussuria. Manrico e il Conte di Luna, rivali in amore per la bella Leonora, si fronteggiano fino alla morte come nemici, senza sapere d’essere, in realtà, fratelli. Rappresentato per la prima volta al Teatro Apollo di Roma il 19 gennaio 1853, «Il Trovatore» raccolse un successo senza precedenti: il pubblico ne fu entusiasta e la critica lo definì un capolavoro, sottolineandone il meritato trionfo.

La prima rappresentazione a Trieste seguì nove mesi più tardi, la sera di sabato 22 ottobre 1853.

La trama musicale è un profluvio incandescente di arie, duetti, terzetti e grandi scene corali tutte di grande appeal e fama popolare come “Il balen del suo sorriso”, “Tacea la notte placida”, “D’amor su l’ali rosee”, “Stride la vampa” e “Di quella pira” per le quali ci vogliono, come disse Caruso, «i migliori quattro cantanti del mondo». Il Conte di Luna e Leonora sono rappresentativi di un fiero mondo aristocratico e di conseguenza le loro aspirazioni vengono perfettamente rispecchiate in espressioni altisonanti e anche la figura di Azucena, creazione tra le più originali di Verdi e sfida per ogni mezzosoprano di prima grandezza, risulta fortemente caratterizzata. Infine Manrico, sempre associato alla potenza del do di petto, è invece un ruolo che richiede soprattutto un cantante in grado di combinare la delicatezza e la raffinatezza con l’energia che contraddistinguono in egual maniera il personaggio.

Ingresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili.

Consigliata la prenotazione (indicando nome, cognome e recapito telefonico) all’indirizzo di posta elettronica info@amiciliricaviozzi.it

Locandina della prima rappresentazione a Trieste del «Trovatore» di Giuseppe Verdi
Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl
MA TV 13/52 inv. 42370

Palazzo Gopcevich

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