Lunedì dello Schmidl

La voce grave… melodie tra note di bronzo e di velluto

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«La voce grave… melodie tra note di bronzo e di velluto» è il titolo dell’appuntamento in ricordo del basso triestino Aurio Tomicich, scomparso nel dicembre di cinque anni fa, in calendario lunedì 20 aprile, alle ore 17.30 nell’ambito del «Lunedì dello Schmidl», presso la Sala “Bobi Bazlen” al piano terra di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4), per iniziativa del Comune di Trieste in sinergia con l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi”.

Nel corso della manifestazione, introdotta dal Conservatore dello “Schmidl” Stefano Bianchi e coordinata da Patrizia Ferialdi dell’Associazione Amici della Lirica, il basso Hektor Leka, il baritono Andrea Zese e la mezzosoprano Alessia Franco, accompagnati al pianoforte da Elia Macrì, proporranno una selezione del repertorio amato e frequentato da Aurio Tomicich, con arie e duetti da opere di Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini, George Bizet, Camille Saint-Saëns, Amilcare Ponchielli, Pietro Mascagni e Pëtr Ilič Čajkovskij.    L’incontro sarà l’occasione anche per ricordare l’attività poetica di Aurio Tomicich, autore di liriche in italiano e in dialetto triestino.

Nato a Trieste nel 1947, diplomato anche in pianoforte e laureato in lettere, Aurio Tomicich vince il concorso di Spoleto nel 1973, all’età di ventisei anni. È l’inizio di una carriera che lo porta ad esibirsi su numerosi tra i maggiori palcoscenici lirici del mondo, in un repertorio che spazia dalla musica barocca a quella contemporanea. Su quest’ultimo versante particolarmente intensa è la collaborazione con Sylvano Bussotti, che espressamente per la voce di Tomicich compone diversi lavori. Al Teatro Verdi (e alla Sala Tripcovich) di Trieste, tra il 1975 ed il 1999, Tomicich si esibisce in due concerti della Stagione sinfonica e in una decina di titoli operistici: «Falena» di Antonio Smareglia, «Louise» di Gustave Charpentier, «I Rusteghi» di Ermanno Wolf-Ferrari, «Volo di notte» di Luigi Dallapiccola, «Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk» di Dmitrij Šostakovič, «Parsifal» di Richard Wagner, «Fidelio» di Ludwig van Beethoven, «L’heure espagnole» di Maurice Ravel, «La Cenerentola» di Gioachino Rossini e «Salome» di Richard Strauss. Scomparso il 17 dicembre 2009, Aurio Tomicich fa parte del novero di cantanti triestini interpreti di un’alta civiltà musicale, ai quali lo “Schmidl” continua a dedicare una serie di omaggi e ritratti, a partire dal patrimonio delle collezioni del Museo. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Info Tel. 040 675 4039 www.triestecultura.it  www.museoschmidl.itmuseoschmidl@comune.trieste.it 

Nella foto: Aurio Tomicich nel ruolo di Don Inigo nell’«Heure espagnole» di Maurice Ravel alla Sala Tripcovich di Trieste nel 1994