Lunedì dello SchmidlNotizie

MACBETH – FUORI SCENA

Pubblicato il

Lunedì 23 gennaio 2023 alle ore 17.30, per il cartellone dei «Lunedì dello Schmidl» è dedicato a «MACBETH» di Giuseppe Verdi l’appuntamento con «FUORI SCENA», il nuovo ciclo di guide all’ascolto delle opere in scena al Teatro Verdi di Trieste. L’iniziativa si svolge nel segno della consolidata collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” e la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.

Locandina della prima rappresentazione a Trieste del «Macbeth»
Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”

L’opera, nella storica produzione firmata da Henning Brockhaus (scene di Josef Svoboda e coreografie di Valentina Escobar) nell’allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, sarà in scena dal 27 gennaio al 5 febbraio al “Verdi” di Trieste. Sul podio, Maestro concertatore e Direttore, Fabrizio Maria Carminati, Maestro del Coro Paolo Longo.

Allo “Schmidl” sarà la musicologa Rossana Paliaga a raccontare l’opera del compositore di Busseto, avvalendosi anche di esempi musicali, video, e letture a cura dell’attore Marco Puntin.

Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei dalla omonima tragedia di William Shakespeare, il «Macbeth» ebbe la sua prima rappresentazione al Teatro della Pergola a Firenze il 14 marzo 1847 e segna per Giuseppe Verdi la fine dei cosiddetti «anni di galera».

La prima a Trieste avrebbe avuto luogo l’anno seguente: la sera di mercoledì 15 novembre 1848 a Teatro Grande (l’auttuale Teatro Verdi).

Nucleo centrale del «Macbeth» è la sete di potere, e forse nessun’altra opera ha mai indagato con altrettanta forza e intensità l’ambizione umana nelle sue diverse fasi e manifestazioni: dal primo insinuarsi nell’animo del protagonista, all’azione omicida, fino all’ossessione che conduce alla follia. Ambizione che s’intreccia con la solitudine, la paura, il senso di colpa, l’angoscia, l’illusione, e le tante facce della vita stessa. Macbeth e la sua Lady dunque, una coppia sterile, capace di riprodurre solo il crimine. Misurandosi con la natura dei suoi protagonisti, epicamente grandi quanto profondamente umani, in quest’opera Verdi dà il via al rinnovamento del suo linguaggio e delle strutture melodrammatiche a un livello di sperimentazione che sarà superato solo molti anni dopo con un altro soggetto shakespeariano, l’«Otello». Il risultato è un grande spettacolo dominato dal soprannaturale (le streghe e le apparizioni di fantasmi) e costellato da un susseguirsi di pagine di belcanto riservate alla terribile Lady Macbeth, dei memorabili interventi di Banco e di Macduff, per non parlare del ruolo cruciale del coro e degli insiemi come l’emozionante sestetto che chiude l’atto primo, fino all’aria di Macbeth morente “Pietà, rispetto, amore”. Un’opera di immensa bellezza.

Al Verdi ascoltermo quindi il Macbeth di Giovanni Meoni (27, 29/I – 3, 5/II) e Leon Kim (28/I – 4/II), la Lady Macbeth di Silvia Dalla Benetta (27, 29/I – 3, 5/II) e Gabrielle Mouhlen (28/I – 4/II), il Macduff di Antonio Poli (27, 29/I – 3, 5/II) e Riccardo Rados (28/I – 4/II), il Banco di Dario Russo (27, 29/I – 3, 5/II) e Christian Saitta (28/I – 4/II), la Dama di Lady Macbeth di Cinzia Chiarini, il Malcolm di Gianluca Sorrentino e il Medico di Francesco Masinu. Con la partecipazione del Coro I Piccoli Cantori della Città di Trieste diretti da Cristina Semeraro.

Ingresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili. Consigliata la prenotazione (indicando nome, cognome e recapito telefonico) all’indirizzo di posta elettronica info@amiciliricaviozzi.it