Mostre

TSXGS

Trieste comincia e si conclude la vita di Giorgio Strehler. Viene alla luce in una bella casa, nel rione di Barcola, nel 1921, e ha di fronte il mare. Le sue ceneri riposano nel cimitero cattolico, a Sant’Anna, nella tomba di famiglia. Una sobria lapide ne ricorda la scomparsa, nel 1997.
La città è dunque il punto di partenza e il punto di arrivo di un’esistenza in cui arte, passione, cultura, impegno civile, si sono combinati. Per dare forma all’uomo che con le sue creazioni ha dato forma al teatro della seconda meta del ‘900. In Italia, ma anche all’estero.

Nell’anno in cui ricorre il centenario della nascita, il Comune di Trieste, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, l’Università degli Studi, hanno voluto condividere uno stesso intento.

Il progetto TSxGS, messo a punto con il fondamentale apporto ideativo e curatoriale del critico teatrale Roberto Canziani, prevede iniziative e eventi che ne vivificano oggi la memoria e riattivano al tempo stesso i legami, numerosissimi, che fanno di Strehler un triestino d’eccellenza. Una delle figure che hanno diffuso nel mondo l’unicità geografica e culturale di questa città: l’influenza e la posizione che essa ha avuto nell’immaginario culturale internazionale del Novecento.

Nelle stanze del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” è ospitato il Fondo Giorgio Strehler, esito della donazione fatta al Comune di Trieste dalle due eredi, Andrea Jonasson e Mara Bugni. Qui, nei mesi di ottobre e novembre, una serie di incontri e conversazioni alimenterà il calendario delle iniziative.

A questi appuntamenti il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia contribuirà con allestimenti dedicati, realizzati anche grazie ai Piccoli di Podrecca, e un incontro-evento in Sala Bartoli a cura di Moni Ovadia.

Si affiancherà con il proprio contributo scientifico anche l’Università degli Studi e sarà suggeritrice biografica, in passeggiate urbane pensate per disegnare una inedita toponomastica strehleriana.

Un documento video-cinematografico costituirà infine la memoria materiale del progetto, che rappresenta l’omaggio a un concittadino illustre, il quale – appena ha potuto e con chi ha potuto – si è sempre messo a parlare nel dialetto di Trieste. Dove ci sono le sue radici.

IL CALENDARIO

Al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”

Via Rossini, 4

I «Lunedì dello Schmidl», consueti appuntamenti di divulgazione e approfondimento dello “Schmidl” a cura di Stefano Bianchi, accordano il proprio calendario al progetto TSxGS e ospitano incontri e conversazioni con studiosi e artisti. Si tratta di esperti che hanno dedicato le loro pubblicazioni a uno dei tanti aspetti nei quali si sono espressi il talento artistico e la complessità culturale di Strehler.

ACCESSO CON GREEN PASS – Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

Prenotazione consigliata all’indirizzo museoschmidl@comune.trieste.it (indicando nome, cognome e recapito telefonico)

QUELLO STREHLER PRIVATO

Partendo dalle pagine di Strehler privato. Carattere affetti passioni – il volume che ha realizzato per conto del Comune di Trieste, nel dicembre 2007, in occasione del decennale della morte – Roberto Canziani, esperto di teatro contemporaneo internazionale, ricostruisce le ragioni, le motivazioni, gli esiti che hanno permesso la costituzione del Fondo Giorgio Strehler presso il Museo. Ospite dell’incontro è l’archivista Franca Tissi, curatrice dell’ordinamento del Fondo.

Con la partecipazione dell’attore della Compagnia del Teatro Stabile Andrea Germani

lunedì 11 ottobre ore 17.30 / Sala Bazlen

STREHLER, GOLDONI, I LORO MEMOIRES

Docente di Storia del Teatro all’Università di Trieste, Paolo Quazzolo ha dedicato uno studio alle sceneggiature che Strehler scrisse alla fine degli anni ’60 per un originale televisivo Rai – mai realizzato – sulla vita di Carlo Goldoni. Di queste carte si era perduta traccia. Ritrovate e custodite adesso tra i materiali Fondo, quelle pagine sono state pubblicate dalla casa editrice Marsilio nel 2013.

Con la partecipazione dell’attore della Compagnia del Teatro Stabile Emanuele Fortunati

lunedì 18 ottobre ore 17.30 / Sala Bazlen

LE MILLE VITE DI ARLECCHINO

Conoscitrice esperta del mondo della Commedia dell’Arte, biografa di uno dei grandi interpreti strehleriani, Nico Pepe, parte attiva nella donazione da cui origina il Fondo, Agnese Colle riprende in mano il suo volume Arlecchino in viaggio con quelli dell’Arlecchino. Un’appassionata ricostruzione della presenza scenica del più celebre fra i personaggi reinventati da Strehler.

Con la partecipazione dell’attore della Compagnia del Teatro Stabile Riccardo Maranzana

lunedì 8 novembre ore 17:30 / Sala Bazlen

BRECHT TUTTO A MATITA

Davide Barzi e Claudio Riva, sceneggiatori, e il disegnatore Alessandro Ambrosoni, sono gli autori di un graphic novel che in modi inconsueti e avvincenti ripercorre i rapporti tra Strehler, Paolo Grassi e Bertolt Brecht, il drammaturgo tedesco che nel febbraio del 1956 giunse a Milano per assistere al primo allestimento italiano di L’opera da tre soldi. A fumetti, un capitolo decisivo della storia del Piccolo di Milano.

Con la partecipazione degli attori della Compagnia del Teatro Stabile Serena Costalunga e Radu Murarasu

lunedì 15 novembre ore 17.30 / Sala Bazlen

QUANDO ERA STREHLER A DIRIGERE

Nel 1997, poco prima della scomparsa di Strehler, Giancarlo Stampalia, studioso di letterature comparate e traduttore, pubblica un volume nel quale mette in fila interviste a attori, cantanti lirici, direttori d’orchestra, scenografi, costumisti, tecnici e direttori di scena. Una conversazione collettiva attorno al temperamento musicale di Strehler, edita da Marsilio e intitolata Strehler dirige: le fasi di un allestimento e l’impulso musicale nel teatro.

Con la partecipazione degli attori della Compagnia del Teatro Stabile Zoe Pernici e Francesco Godina

lunedì 22 novembre ore 17.30 / Sala Bazlen

L’UTOPIA DI «COSÌ FAN TUTTE»

Per inaugurare il Nuovo Piccolo Teatro, il 26 gennaio 1998, Strehler aveva scelto il mozartiano «Così fan tutte», nella prospettiva di « un cambiamento di mentalità, una proposta per un nuovo modo di intendere il teatro pubblico, un diverso rapporto con la collettività per un vero teatro d’arte». Co-protagonista di quell’avventura, interrotta dall’improvvisa scomparsa di Strehler, il musicologo, musicista e docente Carlo de Incontera ne ricuce la trama in una lucida riflessione sull’ultima lezione del Maestro.

Con la partecipazione degli attori della Compagnia del Teatro Stabile Ester Galazzi e Giulio Cancelli

lunedì 29 novembre ore 17.30 / Sala Bazlen

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Al Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Largo Giorgio Gaber 1

La storica sala teatrale del Politeama Rossetti – 1500 posti e un pubblico colto e consapevole – ha ospitato molte delle creazioni teatrali firmate Strehler.

Oltre alla mostra, che nel foyer del teatro esibirà locandine, fotografie e documenti, testimoni dei numerose occasioni di incontro tra gli allestimenti del regista e il pubblico triestino, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia prevede un sorprendente allestimento della sala e degli spazi attigui.

I PICCOLI PER IL FONDATORE DEL PICCOLO

Le marionette di Vittorio Podrecca, i Piccoli, fanno parte del patrimonio artistico tutelato dallo Stabile regionale. Saranno loro, celebri e celebrate teste di legno, a rammentare al pubblico che nel 2021 cade l’anniversario della nascita del fondatore del Piccolo di Milano. Non con uno spettacolo, però. Si tratterà di un’installazione site-specific a sorpresa, curata dagli artisti Barbara della Polla e Ennio Guerrato, che lascerà nel ricordo degli spettatori contemporanei una vivida memoria del regista.

ottobre – dicembre 2021

GIORGIO STREHLER: DA TRIESTE ALLA CONQUISTA DEL TEATRO

a cura di Moni Ovadia

con Sara Alzetta, Andrea Jonasson, Giulia Lazzarini, Moni Ovadia, Ariella Reggio, Carlo Simoni

Giorgio Strehler è stato l’artista che ha trasformato gli orizzonti del teatro italiano ed europeo. Alcune persone di teatro che per aver lavorato assieme a lui o per altre ragioni hanno avuto la fortuna di conoscerlo, si ritrovano a Trieste e a loro modo richiamano Giorgio Strehler nel corso di un incontro nella sua città natale. Perché il suo magistero continui ad ispirare il teatro il mondo.

lunedì 25 ottobre ore 17.30 / Sala Bartoli

Prenotazione su eventbrite – INFO su www.ilrossetti.it

MEMO STREHLER

All’inizio degli spettacoli, prima dell’apertura del sipario, un annuncio vocale registrato ricorderà i cent’anni dalla nascita. E promuoverà la curiosità degli spettatori nei confronti dell’anniversario. Locandine e pieghevoli, a disposizione del pubblico nei foyer, completeranno l’informazione.

ottobre – dicembre 2021

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Altre iniziative

TARGA DEL CENTENARIO

Sul muro esterno della casa, nel rione di Barcola, che ha visto nascere Strehler il 14 agosto 1921, il Comune di Trieste ha deciso di installare una targa che ne segnala il valore biografico.

Cerimonia di scoprimento lunedì 25 ottobre ore 12.00 / Via Moncolano 4

…FINIRE MANI, PIEDI E PENSIERI IN UN SOGNO…”

Passeggiata strehleriana per le vie di Trieste

a cura di Paolo Quazzolo

condotta da Sara Caretta, Niccolò Coscia, Enrica Milanese, Alessandro Valenti

con Riccardo Maranzana e Zoe Pernici

produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Università di Trieste – Dipartimento di Studi Umanistici

Dopo il successo estivo delle “Passeggiate letterarie”, si ripete nel nome di Giorgio Strehler la collaborazione fra Teatro Stabile e Università di Trieste, con il gruppo di ricerca coordinato dai docenti Paolo Quazzolo e Laura Pelaschiar. La passeggiata rievocherà il legame del grande regista con la sua città natale, toccando la casa di via San Lazzaro dove visse da bambino, Palazzo Gopcevich che conserva il prezioso Fondo Strehler, il Teatro Auditorium dove si esibì con Milva fino al Politeama Rossetti. Un percorso accompagnato da molti momenti recitati.

sabato 23 ottobre ore 16.00 / partenza da piazza Verdi

domenica 24 ottobre ore 11.00 / partenza da piazza Verdi

Biglietti in vendita dal 12 ottobre Intero € 8 e Ridotto € 5 – INFO su www.ilrossetti.it

TSxGS IN VIDEO

Il progetto TSxGS verrà documentato da un’opera video, realizzata dal film-maker Diego Cenetiempo. Momenti e situazioni filmati nel corso degli appuntamenti, a cura della Cappella Underground, si alterneranno a luoghi, edifici, atmosfere della città, in grado di restituire la complessità del rapporto tra Strehler e Trieste. Una relazione dinamica, unica e contraddittoria, che lui stesso riassumeva in una esemplare frase: “Quando ne sono lontano, non vedo l’ora di tornare. Quando sono qui, vorrei subito fuggire via”.

GIORGIO STREHLER – BIOGRAFIA SINTETICA

>1921

Il 14 agosto, in una casa di Barcola (Trieste), nasce Giorgio Strehler. Il nonno è musicista e impresario teatrale, la madre un’apprezzata violinista. Il padre, attivo nel settore cartario e editoriale, muore a Vienna quando il piccolo Giorgio ha 3 anni. Scomparso anche il nonno, nel 1928 la famiglia si trasferisce a Milano.

 

>1928 –1946

Strehler si forma culturalmente e politicamente a Milano, al Convitto Longone e al Liceo Parini. Si iscrive alla Facoltà di Legge. La passione per il teatro cresce frequentando le sale, prima come clacquer, poi come allievo dell’Accademia dei Filodrammatici. Comincia a scrivere su periodici, riviste, quotidiani. Rifugiato in Svizzera, dopo l’8 settembre ’43 trova modo di mettere in scena alcuni testi, firmando con il cognome della nonna francese, Firmy.

 

1947–1968

Con Paolo Grassi, conosciuto a una fermata del tram numero 6, direzione Loreto-Duomo, fonda e dà avvio al primo e più innovativo fenomeno teatrale del dopoguerra, il Piccolo Teatro della Città di Milano, di cui è regista stabile. Il Piccolo comincia a diventare l’esperimento vincente di teatro pubblico italiano. Attraverso le regie di Strehler, l’Italia scopre Bertolt Brecht, Carlo Bertolazzi, un nuovo Goldoni. Arlecchino servitore di due padroni viene allestito in numerose edizioni. La cifra artistica del Piccolo diventa un punto di riferimento per il pubblico e la critica. Strehler si impegna in allestimenti lirici.

 

>1968 –1997

Alla ricerca di una personale libertà creativa, lascia per qualche anno il Piccolo e fonda il Gruppo Teatro Azione, su base cooperativistica. Il ritorno alla sala di via Rovello comporta significativi ripensamenti, riedizioni e nuovi indimenticabili allestimenti di Shakespeare, Čechov, Pirandello. La sua attività si apre definitivamente all’Europa. Negli anni ’80 a Parigi, è direttore dell’Odéon – Théâtre de l’Europe, su mandato di Jack Lang e François Mitterand. Viene eletto senatore e parlamentare europeo. La Francia lo festeggia con la Legion d’Honneur. L’Arlecchino diventa lo spettacolo italiano più visto nel mondo. Il clima civile e politico della Milano anni ‘90 mina la sua voglia di fare. Viene sottoposto a un’inchiesta giudiziaria, ma sarà prosciolto da ogni accusa. Lascia l’Italia per Lugano. Tenta l’impresa titanica e disperata del Faust di Goethe.

 

1997

A pochi giorni dall’inaugurazione della nuova sede del Piccolo Teatro (dicembre 1996), si dimette per i profondi contrasti con l’amministrazione comunale milanese. Progetta una regia lirica, il Così fan tutte di Mozart, e l’allestimento dei Mémoires di Goldoni. Il 23 dicembre 1997 conclude le prove dell’opera mozartiana. Muore improvvisamente, nella casa di Lugano, durante la notte del 25 dicembre. Le sue ceneri, due giorni dopo, vengono trasferite a Trieste, nella tomba di famiglia, al cimitero di Sant’Anna.