Non la “solita” «butterfly», quella in scena al Teatro Verdi da giovedì 27 febbraio. L’opera giapponese di Giacomo Puccini celebra infatti un centenario, essendo stata rappresentata per la prima volta al comunale nella primavera del 1914, alla vigilia della grande guerra.
Perché uno dei titoli più ricorrenti nei cartelloni lirici e più amati dal pubblico è arrivato in ritardo a Trieste (nel 1909 al politeama rossetti) e più tardi ancora al Verdi? Come si è snodato da allora il suo inarrestabile successo? Quale l’immaginario delle sue straordinarie fortune e delle sue protagoniste?
Lunedì 24 febbraio alle 17.30, per il sesto appuntamento con il ciclo “i lunedì dello Schmidl”, presso la sala “Bobi Bazlen”, al piano terra di palazzo Gopcevich (via Rossini 4), introdotto e ‘sollecitato’ da Stefano Bianchi, Gianni Gori cercherà di rispondere a questi interrogativi. Sarà l’occasione per ripercorrere la splendida galleria triestina di Madama Butterfly attraverso un suggestivo itinerario di immagini e di voci, dalle ‘pioniere’ a Trieste nel ruolo, Ersilde Cervi Caroli e Giuseppina Baldassarre Tedeschi, a Mafalda Favero e Toti dal Monte, a Licia Albanese e Magda Olivero, fino alle recenti apparizioni di Adriana Morelli e Fiorenza Cedolins.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.