Autopiano Neumeyer, Germania, 1920 ca.

VISITE GUIDATE, APPROFONDIMENTI E INCONTRI, MARTEDÌ 8 LUGLIO (E NEI DUE MARTEDÌ SUCCESSIVI), DALLE ORE 20 ALLE 23, AL CIVICO MUSEO TEATRALE DI PALAZZO GOPCEVIC

Martedì 8 luglio il Civico Museo Teatrale apre nuovamente le porte in orario serale, dalle 20 alle 23, nella sua sede di Palazzo Gopcevic (via Rossini 4), con una nuova proposta di visite guidate, approfondimenti e incontri. Riflettori puntati tanto sull’esposizione permanente delle collezioni al primo e al secondo piano, quanto sulla mostra “La Scena Dipinta: bozzetti e figurini nelle collezioni del Civico Museo Teatrale ‘Carlo Schmidl’”, alla Sala “Attilio Selva”, al pianoterra.

Sarà il personale del Museo ad accogliere i visitatori e ad accompagnarli in una visita guidata che prevede l’attiva partecipazione di alcuni tra i migliori allievi della Glasbena Matica, in particolare della classe di pianoforte di Tamara Ražem. Nell’esplorazione della collezione di strumenti musicali dello “Schmidl” (quasi un migliaio di pezzi, provenienti da ogni parte del mondo, il più antico dei quali risale al ‘500) particolare attenzione sarà perciò dedicata agli strumenti a tastiera, lungo un itinerario storico che porterà dal fortepiano al pianoforte, all’autopiano. Due i turni di visita proposti, con inizio rispettivamente alle ore 20.15 e alle 21.15.

A seguire, con inizio alle ore 22, il primo di una serie di incontri sul tema della “scena triestina” con alcuni dei suoi protagonisti. Sarà il regista Franco Però, a margine della mostra “La Scena Dipinta”, a ripercorrere le tappe di una sorta di storia della scenografia sui palcoscenici di Trieste, a partire dal tardo Settecento.

L’iniziativa sarà replicata nei due martedì successivi, con la partecipazione di ulteriori allievi della Glasbena Matica alle visite guidate e nuovi approfondimenti dedicati al tema della “scena triestina”, che avranno per protagonisti gli scenografi Andrea Stanisci (martedì 15 luglio) e Pierpaolo Bisleri (martedì 22 luglio).

Le proposte in programma vengono offerte gratuitamente ai visitatori in possesso del normale biglietto di ingresso al Museo (intero Euro 4, ridotto Euro 3, gratuito per i bambini fino a 6 anni non compiuti).

Fortepiano Gabriel Buntebart & Sievers, Londra, 1786

La mostra “La Scena Dipinta” nasce sulla scia del lavoro di revisione degli inventari delle collezioni, che ha interessato anche lo “Schmidl” nei primi mesi del 2014. L’esposizione documenta, una volta di più, la ricchezza della vita teatrale triestina, attraverso la partecipazione di grandi artisti a una lunga serie di spettacoli, lirici e di prosa, distribuiti lungo l’arco di due secoli, dall’inizio dell’Ottocento ai giorni nostri.

Da un punto di vista cronologico, l’avvio della mostra – che viene ad ‘amplificare’ quanto già esposto nell’allestimento permanente del Museo – è rappresentato dal fascino dei lavori di Lorenzo Scarabelotto, nato a Trieste nel 1796 e scomparso a Rio de Janeiro nel 1852, che associano le rovine neoclassiche al paesaggio romantico.

A fronte di oltre un migliaio di lavori, si è intrapresa la via di selezionarne circa duecento e di presentarli in una sorta di ‘dizionario’ storico artistico-scenografico. Dalla lettera “B” di Gianrico Becher, Peter Bissegger, Pier Paolo Bisleri e Paolo Bregni, alla lettera “Z” di Giuseppe Zigaina (al novantesimo compleanno del quale è dedicata la sezione conclusiva della mostra), sfila complessivamente una quarantina di artisti, artisti-scenografi, artisti-registi: Caramba e Celestino Celestini, Carolus Cergoly e Bruno Chersicla, Luciano Damiani, Miomir Denič, Sergio D’Osmo e Dario Fo, Mario Giorsi e Pasquale Grossi, Peter Hall, Antonio Lonza e Emanuele Luzzati, Ulderico Manani e Marcello Mascherini, Sergio Miniussi, Claudio Palcic, Nino Perizi, Carlo Piccinato e Pier Luigi Pizzi, Miela Reina e Federico Righi, gli scenografi della famiglia Rossi, Carlo Sbisà, Mischa Scandella, Eugenio Scomparini, Pier Antonio Sencig, Alfred Silbermann, Sebastiano Soldati, Luigi Spacal e Tito Varisco. Per concludere con le meravigliose tecniche miste su carta realizzate da Giuseppe Zigaina per “Il convitato di pietra” di Aleksandr Sergeevič Dargomyžskij (in scena al Teatro Verdi nella stagione 1968/69) e “Goyescas“ di Enrique Granados (ancora al “Verdi” nella stagione 1981/82).

Una sezione della mostra è infine dedicata alla “scena di Strehler”, con opere tratte dal Fondo “Giorgio Strehler” di proprietà del Museo Teatrale, che portano la firma di Ebe Colciaghi, Ezio Frigerio, Enrico Job, Renato Guttuso e Carlo Tommasi.

 

COMTS

Bozzetto di Ascanio Celestini (Città di Castello, Perugia, 1882 – Firenze 1961) per IL RATTO DAL SERRAGLIO di Wolfgang Amadeus Mozart in scena al Teatro Verdi di Trieste nella stagione lirico-sinfonica 1941.