È un Omaggio a Lidia Kozlovich nel decimo anniversario della scomparsa l’appuntamento in calendario lunedì 30 settembre 2019 alle ore 17.30 al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini, 4), per il cartellone 2019-2020 dei «Lunedì dello Schmidl».
Nata a Momiano d’Istria l’8 ottobre del 1938 e morta a Trieste il 1° giugno del 2009, Lidia Kozlovich è stata attrice di confine: dalla sua terra d’origine, ha preso la strada dell’Accademia di Lubiana per approdare al Teatro Sloveno di Trieste, imponendosi al tempo stesso sulle scene del teatro italiano.
A Trieste non sono rari i personaggi che hanno sperimentato la divisione del confine, stato d’animo che ha portato a soluzioni diverse, ma tutte con una cifra in comune: la nostalgia e il desiderio di una patria senza confini. Come in ambito letterario Fulvio Tomizza ha trasfigurato nei suoi scritti il dramma e l’amore per la sua terra d’origine, così Lidia Kozlovich, anche lei naturalizzata triestina, ha vissuto le due culture di qua e di là dal confine sulla scena. Sobria, fino quasi ad essere schiva, e pur sempre signorile di un’eleganza altèra, ha amato dar voce a personaggi non solo ideali e letterari, ma anche realmente vissuti.
Nell’omaggio in programma lunedì 30 settembre allo Schmidl, introdotti da Stefano Bianchi, intervengono Anna Rosa Rugliano, Marko Sosič, Miroslav Košuta, Franco Però, Paolo Quazzolo, Gianni Gori, Nikla Petruska Panizon, Andrea Germani e Lorenzo Zuffi.
È questa l’occasione per presentare la riedizione del volume “KL Cara Lidia”, sorta di autobiografia o biografia-intervista realizzata da Anna Rosa Rugliano per l’editore Battello Stampatore, con nuove testimonianze ed apparati, annali e indice dei nomi, utili a reperire le notizie nel testo. Il volume, edito in versione bilingue con la traduzione in sloveno di Veronica Brecelj, raccoglie testi e testimonianze di Marko Sosič, Franco Però, Livia Amabilino, Ariella Reggio, Renzo Stefano Crivelli, Andrea Germani, Paolo Quazzolo, Franco Bruno, Gianni Gori, Antonio Calenda, Giovanni Esposito e Leopold Bibič.

L’ingresso alla manifestazione è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Lidia Kozlovich in “Nozze di Sangue” di Federico Garcia Lorca al Teatro Sloveno con la regia di Damir Zlatar Frey nella stagione 2000-2001 FOTO di ALICE ZEN

Lidia Kozlovich in “Nozze di Sangue” di Federico Garcia Lorca al Teatro Sloveno con la regia di Damir Zlatar Frey nella stagione 2000-2001
FOTO di ALICE ZEN