Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny

Lunedì 26 gennaio 2026 ore 17.30
a cura dell’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi”
Foto di scena di Ascesa e caduta della città di Mahagonny nell'allestimento della Piccola Scala di Milano per la Stagione Lirica 1963-64 Regia di Giorgio Strehler. Scene e costumi di Luciano Damiani Foto Piccagliani Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl Archivio Giorgio Strehler
Foto di scena di Ascesa e caduta della città di Mahagonny nell'allestimento della Piccola Scala di Milano per la Stagione Lirica 1963-64 Regia di Giorgio Strehler. Scene e costumi di Luciano Damiani Foto Piccagliani Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl Archivio Giorgio Strehler

Lunedì 26 gennaio 2026 alle ore 17.30, è dedicato a «Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny» («Ascesa e caduta della città di Mahagonny») di Kurt Weill il terzo appuntamento con «FUORI SCENA», il ciclo di guide all’ascolto delle opere in scena al Teatro Verdi di Trieste nell’ambito del cartellone dei «Lunedì dello Schmidl», la rassegna di approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” da un ventennio offre sulle proprie collezioni al pubblico dei cultori della musica e del teatro. L’iniziativa si svolge nel segno della consolidata collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” e la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.

L’opera, nell’allestimento della Fondazione Teatro Regio di Parma di cui Henning Brockhaus firma la regia, sarà in scena dal 30 gennaio all’8 febbraio al “Verdi” di Trieste. Sul podio il Maestro Concertatore e Direttore Beatrice Venezi, maestro del Coro Paolo Longo.

Allo Schmidl sarà Alberto Batisti, musicologo di fama e straordinario divulgatore, a raccontare l’«Ascesa e caduta della città di Mahagonny» col supporto di esempi musicali e video.

Composta tra il 1927 e il 1929, e andata in scena per la prima volta alla Opernhaus di Lipsia il 9 marzo del 1930, «Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny» è la quinta collaborazione tra il compositore Kurt Weill (1900-1950) e lo scrittore Bertolt Brecht (1898-1956) composta sulla scia del successo dell’«Opera da tre soldi». L’opera, in tre atti, che era stata preceduta nel 1927 dalla cantata scenica «Mahagonny Songspiel»,nacque nella Germania della Repubblica di Weimar in un momento cruciale della storia europea, all’apice d’una crisi economica mondiale. La genesi non era sta priva di contrasti in quanto presto entrarono in conflitto le ragioni del teatro “epico” di Brecht e quelle dell’opera in musica di un compositore come Weill. Il linguaggio dell’opera è modernista e richiama le suggestioni della musica d’intrattenimento dell’epoca: ritmi e sonorità jazz, ballabili come tango, foxtrot e valzer, marce e così via. Tra i brani più noti, la popolare «Alabama song». Il cast di «Mahagonny» conta nove voci soliste e sei comprimari oltre a una grande orchestra. Nella sua pièce Brecht voleva mettere alla berlina il sogno d’una vita irresponsabile. Tre pregiudicati sfuggiti alla giustizia – Leokadja Begbick, Fatty e Trinity Moses – fondano nel deserto la città di Mahagonny, livido paradiso artificiale del piacere in cui il danaro può tutto, eppure, non serve a nulla, e che attrae uomini in cerca di ragazze facili e divertimento. Tra i tanti arrivano quattro tagliaboschi dall’Alaska. Uno di loro, Jimmy Mahoney s’innamora della prostituta Jenny. Mentre Jimmy proclama la sua filosofia del “puoi farlo!” ovvero che ognuno può fare quel che gli pare, si scatena il panico per l’arrivo di un uragano. Passato il pericolo, la città torna ai sui principi: mangiare, fare all’amore, tirare di boxe e sbronzarsi. Gli uomini sono in fila per le prostitute, Trinity Moses e Joe lottano sul ring: Jimmy scommette sull’amico e, quando Joe muore, ordina da bere per tutti. Al momento di pagare scopre di non avere più soldi. A Mahagonny tutto è permesso tranne non avere denaro: gli amici rifiutano d’aiutarlo e Jimmy finirà condannato a morte per non aver onorato i suoi debiti. Mentre la condanna viene eseguita, un incendio divora Mahagonny; in preda a una sorta di follia, gli abitanti sfilano in cortei di protesta con cartelli che si contraddicono a vicenda, inneggianti gli uni all’ordine gli altri alla libertà.

Alberto Batisti è nato a Prato. Diplomato in pianoforte e storico della musica, è stato critico musicale di «Paese sera» e de «La Repubblica». Ha insegnato Storia della Musica a Fiesole, Como, Potenza e Firenze. Dal 2018 è titolare della cattedra di Storia della Musica storia ed estetica musicale al Conservatorio di Milano. È coordinatore artistico dell’Emittente Radiofonica «Rete Toscana Classica» da lui fondata. Ha scritto testi originali per il “Carnaval des animaux” di Saint-Saëns, “La Boîte à joujoux” di Debussy e “Ma mère l’Oye” di Ravel. Occasionalmente si dedica all’attività concertistica come voce recitante, in opere di Poulenc, Prokof’ev, Satie, Stravinskij, e Britten. Dalla fondazione è il responsabile del progetto e della direzione artistica dell’Orchestra Camerata Strumentale “Città di Prato”, dove nel 2019 ha messo in scena «Mahagonny Songspiel». È stato direttore artistico del Teatro Verdi di Pisa dove, nel 2009, ha programmato per il circuito toscano una edizione di «Aufstieg und Fall del Stadt Mahagonny» diretta da Jonathan Webb.

Ingresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili.

Consigliata la prenotazione (indicando nome, cognome e recapito telefonico) all’indirizzo di posta elettronica info@amiciliricaviozzi.it

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