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L’oro del diavolo

FUORI SCENA

a cura dell’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi”

Lunedì 11 dicembre 2023 ore 17.30

Lunedì 11 dicembre 2023 alle ore 17.30, il cartellone dei «Lunedì dello Schmidl» dedica a «L’oro del diavolo» di Marco Podda il terzo appuntamento della stagione con «FUORI SCENA», il nuovo ciclo di guide all’ascolto delle opere in scena al Teatro Verdi di Trieste. L’iniziativa si svolge nel segno della consolidata collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, l’Associazione Triestina
Amici della Lirica “Giulio Viozzi” e la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.


L’opera breve, nuovissima, composta da Marco Podda, su libretto di Elisabetta D’Erme e dello stesso Podda, nella produzione firmata da Oscar Cecchi per un allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Tartini” e con il Liceo Artistico “E.U. Nordio” di Trieste, sarà in scena dal 12 dicembre al Ridotto “Victor de Sabata” del “Verdi” di Trieste, con repliche fino al 9 marzo. Sul podio il Maestro Concertatore e Direttore Francesco
Castellana.

Allo “Schmidl”, introdotti da Stefano Bianchi, a raccontare «L’oro del diavolo»
saranno Elisabetta D’Erme, co-autrice del libretto, il regista Oscar Cecchi e il M°
Francesco Castellana.

Nuova commissione della Fondazione Teatro Lirico G. Verdi di Trieste, «L’oro del
diavolo» è una ‘favola in musica’, liberamente tratta dalla fiaba «I tre capelli d’oro del
diavolo» dei fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, ovvero da un racconto fantastico frutto della
tradizione orale popolare che ha lo scopo di trasmettere una forma di saggezza volta alla
conservazione e alla conoscenza. «I tre capelli d’oro del diavolo» è il classico apologo
morale che narra il processo iniziatico che un giovane deve attraversare per uscire
dall’adolescenza ed entrare nella età adulta, sconfiggere il male, affrontare la vita di
coppia e le sfide del mondo. Il tempo in cui si svolgono le vicende è indefinito (“c’era una
volta”), come imprecisati sono i luoghi (“lontano lontano”) e ogni elemento della fiaba – il castello, la foresta, la capanna dei briganti o la casa della nonna del diavolo – sorge
isolato nel vuoto. Il compositore Marco Podda dichiara: «A differenza di un libretto, la cui
trama è sintetizzabile su carta, credo che la musica per il teatro d’opera in particolare sia
una codificazione sonora di un magma di sensazioni, emozioni, idee, che vanno vissute in
prima persona nell’ambiente per eccellenza deputato ad esse ovvero il teatro. Ho pensato
un’opera fruibile da un pubblico eterogeneo – da zero a 100 anni – che condensasse in un
atto, e nella durata massima di 60 minuti, numerosi momenti di vita e fatti, senza unità di
tempo e di luogo».

Ingresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili.
Consigliata la prenotazione (indicando nome, cognome e recapito telefonico)
all’indirizzo di posta elettronica info@amiciliricaviozzi.it

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