“Il Prigioniero” di Luigi Dallapiccola

È dedicato all’opera «Il Prigioniero» di Luigi Dallapiccola l’appuntamento in calendario lunedì 8 giugno 2026, con inizioalle ore 17.30, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4), per il cartellone dei «Lunedì dello Schmidl», il ciclo di incontri e approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Museo Teatrale da vent’anni offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro.

L’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento di posti disponibili.

L’incontro si configura come una presentazione dell’esecuzione dell’opera in un atto di Luigi Dallapiccola in programma alla Risiera di San Sabba lunedì 29 giugno alle ore 20.30 assieme alla prima assoluta dell’atto unico «Il sigillo» del compositore fiorentino Maurizio Agostini (classe 1978), nell’ambito del Piccolo Opera Festival e in coorganizzazione con il Comune di Trieste.

Saranno gli stessi artefici di questa produzione ad offrirne un’anticipazione: intervengono Gabriele Ribis, Direttore Artistico del Festival, il Regista Davide Garattini Raimondi, il Direttore d’orchestra Mario Ruffini, il baritono giapponese Tamo Inoue, interprete del personaggio del Prigioniero e il tenore Federico Lepre, interprete del personaggio del Primo Sacerdote nel «Prigioniero» e protagonista del «Sigillo».

La composizione del «Prigioniero» trae spunto dal racconto «La torture par l’espérance» di Philippe Auguste Villiers de l’Isle Adam, datato 1883, che Dallapiccola acquista a Parigi nel 1939. La stesura del libretto, ad opera dello stesso compositore, si colloca negli ultimi mesi del 1943, nelle settimane in cui, a seguito dell’occupazione nazista di Firenze l’11 settembre, Dallapiccola e la moglie Laura Luzzatto, triestina di origine ebraica, sono costretti ad abbandonare la loro casa e rifugiarsi a Borgunto, a nord di Fiesole. La prima idea musicale risale ai primi di gennaio del 1944, ma il lavoro sarà terminato soltanto nel maggio del 1948. La prima assoluta seguirà alla Radio di Torino il 1° dicembre 1949, mentre la prima rappresentazione scenica ha luogo il 20 maggio 1950 al Teatro Comunale di Firenze, entrambe con la direzione musicale di Hermann Scherchen. A Trieste, «Il Prigioniero» andrà in scena nel dicembre del 1963 al Teatro Verdi.

L’opera, un atto unico in un prologo e quattro scene, si svolge a Saragozza, nella seconda metà del Cinquecento. Nelle carceri, il Prigioniero racconta a sua madre che il Carceriere, avendolo chiamato «fratello», gli ha dato qualche motivo di speranza. Ma è soltanto l’ultima, crudele illusione. Gli viene concessa la fuga dalla cella. Il Prigioniero esce credendo di essere libero, ma nel giardino trova ad abbracciarlo il Grande Inquisitore («Fratello… alla vigilia della tua salvezza perché ci volevi abbandonare?») che lo porta al rogo.

«L’accostamento tra “Il Sigillo” e “Il Prigioniero” – scrive Davide Garattini Raimondi – nasce dal desiderio di costruire un percorso teatrale che rifletta sul tema della libertà e sulle molte forme che può assumere la sua negazione. Pur appartenendo a linguaggi musicali differenti e a contesti drammaturgici lontani, le due opere condividono una tensione profonda: quella tra la ricerca di uno spazio di protezione e la scoperta che quello stesso spazio può trasformarsi in una prigione».

Mario Basiola jr. nel ruolo del titolo e Aldo Bertocci nel ruolo del Carceriere nel «Prigioniero» di Luigi Dallapiccola in scena al Teatro Verdi Trieste nel dicembre del 1963
Foto de Rota
Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”  – Archivio Fotografico – F 16126

Palazzo Gopcevich

Cataloghi

Notizie

Condividi