
È in calendario lunedì 22 giugno 2026, con inizio alle ore 17.30, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4) ed è dedicato alla «commedia per musica» su libretto di Lorenzo Da Ponte (1749-1838) «L’ape musicale» l’appuntamento conclusivo della Stagione 2025-2026 dei «Lunedì dello Schmidl», il ciclo di incontri e approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Museo Teatrale da vent’anni offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro.
L’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento di posti disponibili.
L’incontro si configura come una presentazione dell’esecuzione dell’opera in scena al Castello di Spessa martedì 30 giugno e giovedì 2 luglio nell’ambito del Piccolo Opera Festival.
Saranno gli stessi artefici di questa produzione ad offrirne un’anticipazione: intervengono Gabriele Ribis, Direttore Artistico del Festival, il Regista Giulio Ciabatti e alcuni interpreti, allievi del GO! Borderless Opera Lab.
In questo divertente pastiche, l’inventiva di Lorenzo Da Ponte coglie – fior da fiore – scene e musiche dai più grandi compositori del Settecento per crearne una sorta di nuova opera buffa, che mette in scena il teatro nel teatro. Delle quattro successive versioni portate in scena (dalla sua prima stesura per il Burgtheater di Vienna nel 1789 fino a quella destinata al Park Theatre di New York nel 1830), il festival ha scelto quella riveduta dall’autore per la sua prima rappresentazione italiana, avvenuta a Trieste per il Carnevale del 1792. La trama ruota attorno a un gruppo di appassionati d’opera (impresari, cantanti e poeti) che mettono insieme le arie più famose di celebri compositori dell’epoca per risollevare le sorti di un teatro in crisi. Nel progetto registico di Giulio Ciabatti si inserisce però un elemento nuovo: «E subito entrò nel mio campo visivo l’immagine di quel regista confuso alle prese con la sua prossima opera. Un accumulo di idee vaghe che tentano di mescolarsi tra loro. La macchina da presa si spostò e inquadrò in contro piano Da Ponte che conversava con un uomo che teneva in mano un megafono. Si, proprio lui, Fellini, il regista di 8 e mezzo e di Prova d’orchestra! Lui che racconta spesso di ciò che non è solo reale, ma appartiene alle fodere dei sogni e dei ricordi». Ed ecco allora il Poeta squattrinato (nel quale lo stesso Da Ponte si identificava) che cerca di metter su un’Impresa; Farinella, l’eccentrica prima-donna della compagnia; Capriccio, sempre un passo dietro a lei, desideroso di esibirsi anche come eunuco nei panni del povero Calpigì. E Zuccherina, ambiziosa soubrette di turno; il buffo Brunetto, prodigo di tirate sconclusionate, e Cecchina naturalmente, alter ego di Giulia, la nipotina adottiva di Da Ponte che egli fece debuttare proprio in quest’opera.